Usare l’indirizzo email come OpenID?

Sam Ruby ha recentemente riaperto il dibattito sul modo di utilizzare l’email come alternativa (si parla sempre di alternativa, non sostituto) al proprio URL OpenID . Prende spunto da un articolo vecchiotto che prendeva in considerazione, appunto, il fatto di utilizzare come identificativo quello che ogni utente internet già possiede (passatemi l’appossimazione), un indirizzo email (in combinazione con un sistema da sviluppare che lui chiama iDNS, che permetta di “mappare” gli indirizzi email con i provideri OpenID).

A seguito di quell’articolo originario, è stata proposta una soluzione che potesse usare tecnologie già esistenti, con piccole estensioni ma il documento al riguardo non si trova più. Argh. Sono costretto ad usare la cache di google, sperando che nessuno s’arrabbi. Il titolo del documento è “SMTP Service Extension for Yadis Discovery”.

Sappiamo benissimo che in internet è quantomai vero il “tutto cambi affinché nulla cambi”, e gli sviluppatori di nuove tecnologie lo sanno benissimo. L’ipotesi di modificare i protocolli SMTP (quello per la spedizione EMAIL) o i server DNS è praticamente impraticabile, anche se l’idea a monte fosse eccezionale.

Quello che propone Sam Ruby è di sfruttare il record SRV dei DNS. Tale record è utilizzabile da un dominio per indicare quali sono i servizi a disposizione (lo usa google, per esempio, per pubblicare il suo server XMPP: xmpp-server.l.google.com:5269).

Al post di Sam, c’è anche commento molto interessante dove si suggerisce un metodo per usare il proprio numero di telefono come identificatore OpenID (sempre riadattando tecnologie esistenti o prossime future).

If a RFC was published, it would hence be possible to query an OpenID with a telephone number via DNS.

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