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JanRain raccoglie 3,25 milioni di dollari di finanziamenti

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Image via CrunchBase

JanRain è una startup il cui prodotto di punta è RPX. un servizio (SaaS)  che permette ai siti che lo utilizzano, più di 170.000,  di registrare e autenticare gli utenti attraverso i loro account Facebook, Google, Yahoo!, Twitter, MySpace, AOL, Hotmail, Windows Live ID e ovviamente OpenID.

La società con base a Portland è impegnata nello sviluppo di tecnologie relative alla gestione dell’identità digitale degli utenti e adesso, dopo 4 anni di attività, ha raccolto ben 3,25 milioni di dollari per poter sviluppare ulteriormente le loro tecnologie.

Oltre alla semplice registrazione e autenticazione attraverso vari account, i servizi di JanRain comprendono anche l’importazione di contatti e vari strumenti di condivisione contenuti sui vari socialmedia.

JanRain offre quindi dei prodotti che vanno al di là della semplice autenticazione ma forniscono all’utente gli strumenti per definire con coerenza la sua identity grazie all’importazioni di reti sociali e contenuti.

Il successo di JanRain testimoniato dall’elevato numero di utenti del loro servizio (170.000 siti!) e la fiducia che i gruppi di investimento stanno dando all’azienda testimonia una forte crescita di interesse verso queste tecnologie ma sopratutto è un incoraggiante inizio: non solo i grandi e inarrivabili player del mercato delle ICT hanno interessi e business model applicabili alle tecnologie di dataportability.

OpenID, e tutte le tecnologie dell’Open Stack, sono uno strumento importante, e sopratutto libero, che forniscono la possibilità anche a tutti i player del mercato dell’ICT (grandi e piccoli) di poter sviluppare una piattaforma sociale per gestire la loro community e su cui applicare business model legati alla dataportabilty e al socialweb.

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OpenID 2.0, final

Signori e signore, sono finalmente state rilasciate le specifiche FINALI (ovvero, “non si toccano più”) 2.0 di OpenID. Dall’annuncio ufficiale:

While its certainly been a long process in the making, we’re now quite excited to announce OpenID Authentication 2.0 and OpenID Attribute Exchange 1.0 as final specifications (”OpenID 2.0″). This morning was the closing day of the Internet Identity Workshop and David Recordon, Dick Hardt, and Josh Hoyt (three of the authors and editors) made the announcement during the first session. Both specifications have evolved through extensive community participation and feedback and each have been stable for a number of months.

OpenID in Blogger!

Ecco un annuncio che potrebbe veramente fare la differenza. Oggi è stato annunciato sul blog di test di Blogger (blogger draft, lo chiamano) il supporto ad OpenID nei commenti. Per adesso il supporto è soltanto nel sito di test, giusto per raccogliere impressioni sulla implementazioni. Non vediamo l’ora di averlo su blogger :)

Certo che se Google inizia a prendere in considerazione OpenID (Blogger è la piattaforma blog di Google) c’è davvero da aspettarsi qualcosa di interessante nel breve periodo…

Bloglines diventa provider OpenID

La notizia non è freschissima, ma da qualche giorno Bloglines, il famoso lettore online di feed RSS (che dicono stia soffrendo tantissimo la concorrenza di Gloogle Reader), è diventato (sebbene ancora in version Beta) un provider OpenID.

Chiunque di noi abbia un account su Bloglines, avrà subito anche un equivalente OpenID. Per “attivarlo” è sufficiente andare in edit del proprio profilo, scegliere un nickname e da quel momento avremo http://id.bloglines.com/nickname come OpenID.

Sembra tuttavia (chissà se sarà mantenuto quando il servizio uscirà dalla beta), che come RP OpenID, Bloglines accetti soltanto i proprio identificativi.

Nuovo sito per OpenID.net

Il sito ufficiale di openid si rinnova, in grafica e contenuti.

As you can see, we’ve touched just about every part of the site. The theme is upgraded, content reorganized and rewritten, no longer using a theme system from before the bubble, and a lot of other new tweaks.

Il sito effettivamente adesso sembra molto più moderno e accattivante :) Ottimo lavoro!

Usare l’indirizzo email come OpenID?

Sam Ruby ha recentemente riaperto il dibattito sul modo di utilizzare l’email come alternativa (si parla sempre di alternativa, non sostituto) al proprio URL OpenID . Prende spunto da un articolo vecchiotto che prendeva in considerazione, appunto, il fatto di utilizzare come identificativo quello che ogni utente internet già possiede (passatemi l’appossimazione), un indirizzo email (in combinazione con un sistema da sviluppare che lui chiama iDNS, che permetta di “mappare” gli indirizzi email con i provideri OpenID).

A seguito di quell’articolo originario, è stata proposta una soluzione che potesse usare tecnologie già esistenti, con piccole estensioni ma il documento al riguardo non si trova più. Argh. Sono costretto ad usare la cache di google, sperando che nessuno s’arrabbi. Il titolo del documento è “SMTP Service Extension for Yadis Discovery”.

Sappiamo benissimo che in internet è quantomai vero il “tutto cambi affinché nulla cambi”, e gli sviluppatori di nuove tecnologie lo sanno benissimo. L’ipotesi di modificare i protocolli SMTP (quello per la spedizione EMAIL) o i server DNS è praticamente impraticabile, anche se l’idea a monte fosse eccezionale.

Quello che propone Sam Ruby è di sfruttare il record SRV dei DNS. Tale record è utilizzabile da un dominio per indicare quali sono i servizi a disposizione (lo usa google, per esempio, per pubblicare il suo server XMPP: xmpp-server.l.google.com:5269).

Al post di Sam, c’è anche commento molto interessante dove si suggerisce un metodo per usare il proprio numero di telefono come identificatore OpenID (sempre riadattando tecnologie esistenti o prossime future).

If a RFC was published, it would hence be possible to query an OpenID with a telephone number via DNS.

Orange porta OpenID a 40 milioni di francesi

Sembra che Orange, la divisione mobile di France Telecom, abbia deciso di trasformarsi in un provider OpenID, permettendo a tutti i suoi utenti di collegarsi a consumer OpenID in modo semplice quando lo fanno via cellulare.

Pur considerando una panzana il numero (40 milioni è probabilmente il numero storico di schede vendute) è interessante vedere come ancora un’altro player importante stia entrando nell’arena di OpenID, e usando ancora una volta un approccio diverso, a dimostrare la qualità dell’idea di un’autenticazione modulare.

Ancora un talk di Simon Willison

Vorrei segnalare un bel talk di Simon Willison, invitato a parlare da/a Google. Questo talk credo che sia basato sulle stesse slide del post precedente a questo (il titolo è lo stesso), ma stavolta c’è lui che parla ed è tutto… più chiaro. La pagina di google video la trovate qui. Buona visione.

The implications of OpenID

A XTech 2007 Simon Willison ha presentato questo interessante pacchetto di slide su OpenID, che oltre ad introdurre per l’ennesima volta la piattaforma contiene anche dei risolvi interessanti, ad esempio perché tante identità possono essere utili, o il fatto che Sun abbia deciso di proteggere OpenID (il che significa: non faremo causa a chi lo usa, e faremo causa a chi vuole rovinarlo).

View more presentations from simon.

Alcune segnalazioni

Vi segnalo (anche se non freschissima) una introduzione in italiano ad OpenID. L’autore è Nicola D’Agostino.

Un’altra introduzione ai meccanismi di autenticazione OpenID, stavolta in inglese, dal mitico Linux.com.

Su Wired un bell’articolo sui sistemi di reputazione. Non strettamente correlato ad OpenID, anche se sarebbe interessante approfondirne le interrelazioni.

On the Web, we let strangers tell us who to trust, what to read, and where to go. Which means your good name can be worth real money. And reputation hacking can be big business.